venerdì 14 febbraio 2014

L’Europa delle opportunità: cultura, creatività e innovazione


Dall’Europa più di  30 miliardi di euro soltanto per l’Italia. Con l’anno appena iniziato l’Unione Europea ha varato la programmazione pluriennale 2014-2020 in tutti i settori per conseguire gli obiettivi di Europa 2020 per una “crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”. 

“La partita perche’ la cultura entri come asse strategico di sviluppo dei nostri territori si gioca tutta in questi mesi”. ha detto l’eurodeputata Silvia Costa a Firenze al convegno“L’Europa delle opportunità: cultura, creatività e innovazione”



Cultura, creatività e innovazione rappresentano dimensioni trasversali dell’impegno europeo per il prossimo settennio: ne sono testimonianza le opportunità aperte dai nuovi programmi Europa Creativa, Horizon 2020 e dallo spazio “conquistato” per questi settori grazie allo sforzo del Parlamento Europeo all’interno delle Politiche di Coesione.

Gli Stati Membri e gli attori locali, oggi, rivestono un ruolo cruciale: ad essi spetta predisporre gli strumenti per consentire ai territori di cogliere l’opportunità che le risorse europee rappresentano per il comparto culturale e creativo del nostro Paese.
 “Si tratta - ha aggiunto Costa - di fare un cambio di passo per affermare cultura e creatività e la valorizzazione del patrimonio come settori competitivi, in grado di esprimere potenzialità economiche e crescita sociale, ma anche inclusione , innovazione e occupazione di qualità”.

Mi auguro  chel’Italia, in particolare nel semestre di presidenza della UE,  assuma la leadership nella governance e nella capacità progettuale a sostegno di una stagione di sviluppo fondata sul patrimonio culturale, materiale e immateriale, il turismo culturale, le ICC, l’audiovisivo e il multimediale, ampliando anche l’accesso del pubblico, la sua crescita numerica e tipologica e la formazione di nuove competenze e professionalità nel settore. Sono questi i temi sul piatto oggi».

«L’accordo di partenariato italiano sui Fondi Strutturali  - ha spiegato Silvia Costa - è ora in corso di valutazione da parte della Commissione Europea che farà le sue osservazioni entro la metà di febbraio, ad aprile l’accordo si chiuderà ed entro luglio dovranno partire le azioni. Questo significa – ha avvertito l’eurodeputata – che entro poche settimane Regioni, città, istituzioni e associazioni culturali dovranno aver condotto la loro battaglia sui tavoli di negoziazione. In particolare le Regioni  e le città metropolitane sono chiamate a cogliere tutte le aperture che l’accordo di partenariato consente alle ICC per proporre azioni e prenotarne le poste economiche, nonché le integrazioni con la ricerca e le nuove tecnologie

Ma gli operatori culturali sono pronti per l’Europa? «Il settore va sostenuto nell’acquisire una nuova fisionomia, in passato troppo spesso resistente alla ‘gabbia’ percepita della progettazione, economica e non solo» – ha risposto Costa. «In questi mesi come relatore di Europa Creativa sto  partecipando ad incontri in  tutte le regioni, città metropolitane, alcuni  piccoli comuni e ho riscontrato una grande consapevolezza che l’investimento culturale rappresenta un nuovo paradigma di sviluppo urbano e rurale.

Ma bisogna ricordare che la UE non è un bancomat e finanzia soltanto azioni coerenti con gli obiettivi precedentemente negoziati e condivisi, imponendo anche al mondo della cultura e creatività di adattare le proprie logiche non solo all’obiettivo ma anche al metodo che chiede progettazione, rendicontazione, indicatori e partnership».

martedì 10 dicembre 2013

Europa Creativa: dall’Europa 1,46 miliardi di euro per la cultura



Oggi in Europa ''c'e' una crisi di valori'' legata non solo ''ai problemi economico-finanziari'', ma anche ''al rapporto tra cultura e cittadini. Senza la cultura l'Ue non ha futuro'', serve la ''partecipazione attiva del pubblico'', bisogna ''sviluppare'' non solo i prodotti, quanto ''le competenze''. Cosi', in un'intervista all'ASCA, l'europarlamentare Pd Silvia Costa nel giorno della presentazione a Torino di 'Europa Creativa', il programma di cui e' relatrice, dedicato al settore culturale, creativo e audiovisivo che prevede un pacchetto di finanziamenti pari a 1,46 miliardi nel periodo 2014-2020. ''Attraverso la cultura in Europa e' possibile compiere un salto di qualita'. I dati del comparto - ha ricordato - parlano di oltre 1,5 milioni di aziende (che rappresentano il 4,5 per cento del Pil europeo, ndr) e 7 milioni di operatori. Si tratta un settore in crescita, grazie soprattutto all'innovazione portata dallo sviluppo dei prodotti digitali''. 'Europa creativa' si rivolge a ''una moltitudine di comparti, tra i quali c'e' anche l'architettura, il design, le biblioteche e il multimediale. L'obiettivo primario - ha spiegato l'eurodeputata - e' mobilitare giovani artisti in Italia e in Paesi terzi per rendere piu' competitiva l'industria culturale europea''. Un'attenzione particolare riservata dunque ai professionisti del settore: ''Per loro il programma prevede uno specifico supporto nell'acquisizione di competenze, con particolare riferimento alle tecnologie digitali per il sostegno di nuovi modelli di business e di gestione''. Ma anche al pubblico e non solo alle produzioni: ''Il progetto di cui sono relatrice si vuole dedicare a quello che nel Regno Unito chiamano 'audience development', ovvero a quell'attivita' svolta specificamente per soddisfare le esigenze esistenti e potenziali del pubblico'' includendo gli aspetti della commercializzazione, della messa in servizio e della cura del cliente. Bisogna individuare ''nuovi target e vanno incoraggiati nuovi linguaggi - ha proseguito la Costa - perche' e' evidente che oggi in Europa c'e' una crisi di valori che non si riconduce solo ai problemi economico-finanziari, ma anche al rapporto tra cultura e cittadini. Senza la cultura l'Ue non ha futuro''. Non a caso, ha poi aggiunto, ''gran parte del servizio 'Media' di 'Europa creativa' e' rivolta ai bambini, per questo ad esempio guardiamo con attenzione al comparto dei videogiochi, un settore di grande qualita' in Ue''. E l'Italia? ''Noi siamo ben visti, siamo stati noi parlamentari italiani a proporre i progetti piu' significativi in Europa. Nella fattispecie, a casa nostra il problema e' che di progetti ne realizziamo tanti, ma tutti di piccoli dimensioni. Dovremmo dedicarci di piu' alla filiera, realizzare network e programmi trasversali. Insomma, va incrociata la domanda chiamando in causa specialmente le Regioni''. Oggi nell'Unione europea il settore della cultura coinvolge oltre 1,5 milioni di aziende che rappresentano il 4,5 per cento del Pil europeo. 'Europa creativa' eroghera' finanziamenti a vantaggio di almeno 250mila artisti e operatori culturali, duemila cinema, 800 film e 4500 traduzioni di libri. Almeno il 56% dei finanziamenti, che abbracceranno 14 settori, saranno diretti al sottoprogramma Media, ed almeno il 31% andranno al sottoprogramma cultura, mentre un massimo del 13% sara' riservato al filone intersettoriale, compresi i 'Desk Europa Creativa' che forniranno in ogni paese consulenze ai potenziali beneficiari